Ci sono momenti in cui le nostre giornate sembrano attraversate da un cambiamento accelerato.
Nuovi desideri, nuove possibilità, nuove mete da raggiungere. Tutto si muove, e noi cerchiamo di tenere il passo. Ma, presi dal vortice delle cose, possiamo perdere di vista non soltanto la direzione in cui stiamo andando, ma anche la fatica che il cammino ci richiede. Così, mentre immaginiamo ciò che potremmo diventare, rischiamo di trascurare ciò di cui abbiamo bisogno adesso.
È, in fondo, una questione di equilibrio tra due sistemi. Da una parte c’è quello della fantasia, capace di generare desideri, ambizioni e immagini di una vita possibile. Dall’altra c’è quello che deve dare forma a quelle immagini: la perseveranza, la pazienza, la capacità di attraversare l’incertezza e tollerare la distanza tra ciò che vorremmo e ciò che, per il momento, è.
Il primo ci mette in movimento. Il secondo ci permette di continuare. Ma non sempre procedono allo stesso ritmo: possiamo immaginare in un istante ciò che richiederà anni di impegno, oppure desiderare contemporaneamente cose che non possono trovare posto nella stessa vita.
Quando la fantasia corre troppo avanti rispetto alle nostre possibilità di sostenerla, lo slancio può trasformarsi in pressione, l’attesa in frustrazione, la stanchezza nella sensazione di non essere mai abbastanza.
Per questo rallentare e trattarci con gentilezza non significa rinunciare ai nostri obiettivi. Significa costruire una base sufficientemente solida per perseguirli, riconoscendo che anche il desiderio ha bisogno di misura. Il corpo ha i suoi tempi, le energie non sono inesauribili e nessuna ambizione può chiederci continuamente di ignorare entrambi.
Prenderci cura di noi può allora voler dire dormire di più, lasciare qualche spazio libero nelle giornate, chiedere sostegno o intraprendere un percorso terapeutico.
A volte significa perseverare; altre volte, rivedere un obiettivo o accettare che non tutto ciò che desideriamo ci corrisponde davvero. Non ogni fantasia deve diventare un progetto, e non ogni progetto deve essere portato a termine a qualunque costo.
Ascoltarci ci aiuta anche a distinguere una delusione da un fallimento personale. Un desiderio che non si realizza può farci soffrire, senza per questo diminuire il nostro valore. Possiamo riconoscere quella sofferenza, darle tempo e poi scegliere dove investire ancora le nostre forze.
È così che la frase «non si può avere tutto dalla vita» ritrova una sua grazia. Non come invito ad accontentarci, ma come permesso di scegliere: lasciare andare alcune possibilità per abitare più pienamente quelle che contano, senza consumarci nel tentativo di inseguirle tutte.
Non si tratta di desiderare meno per paura di vivere. Si tratta di dare ai nostri desideri una forma che possiamo sostenere. Con impegno, certamente. Ma anche con misura, con tenerezza.
Con grazia, appunto.
Quasi la metà di tutte le nostre angosce e le nostre ansie derivano dalla nostra preoccupazione per l'opinione altrui.
Arthur Schopenhauer
Aiuto le persone a trovare le risorse utili per attuare decisioni consapevoli, inerenti ai propri obiettivi. Per potenziare il benessere psicologico, relazionale e fisico. Per le coppie in crisi, fornisco supporto nel superare ostacoli e rafforzare il legame, promuove la crescita, l’empowerment, la capacità di vivere con soddisfazione e con rinnovata energia.