“Se si dovessero studiare tutte le leggi non rimarrebbe il tempo di trasgredirle.”

Wolfgang von Goethe

Autostima - desiderio di crescita personale

Self-efficacy (Autoefficacia, Bandura 1977, 1991, 1995)

Fiducia nelle proprie capacità di organizzare e realizzare il corso di azioni necessario per raggiungere i risultati prefissati. La Self-efficacy rende un individuo in grado di prendere in esame la possibilità di modificare il proprio comportamento e mantenere alta la motivazione al cambiamento e al suo mantenimento.
Nel processo di cambiamento la determinazione si avvale di abilità di autoregolazione che forniscono feedback continui sul livello di motivazione e sul comportamento (abilità che si possono apprendere con specifici training).
L’introduzione del concetto di Self-efficacy ha permesso di passare da programmi di promozione della salute di tipo meramente informativo a modelli formativi che oltre all’aspetto informativo comprendono lo sviluppo di abilità di autoregolazione, costruzione di senso di Self-efficacy e ricerca di sostegno sociale.
Il concetto di Self-efficacy non deve essere confuso con quello di autostima: la Self-efficacy è relativa alla capacità di influenzare gli eventi per raggiungere un dato risultato, è sempre in relazione ad un obiettivo, l’autostima invece è una valutazione più generale di sé e delle proprie caratteristiche, senza riferimento ad un risultato specifico.
Il senso di Self-efficacy riguarda quindi giudizi di capacità personale, mentre l’autostima riguarda giudizi di valore personale.

Tratto da: Gli stadi del cambiamento: storia, teoria ed applicazioni Modello Transteorico di Di Clemente e Prochaska.


AUTOSTIMA e dintorni:

A)
Porre attenzione sia ai conflitti con se stessi che a ruoli non solo professionali incongruenti.
B)
Porre attenzione ai copioni di vita o parti di sé non più funzionali alle nuove situazioni esistenziali.
C)
Ritrovare i propri confini operativi di piacere e appagamento per un'efficace operatività nell'ambiente circostante.
D)
Consapevolezza del proprio esistere in uno spazio di vita soddisfacente.
E)
Essere in contatto con la realtà interiore nel presente, e nell'adesso con piena soddisfazione di sé.
F)
Responsabilità nell'osservazione dell'immagine di sé aderente alla realtà esterna.
G)
Crescita personale in armonia ai propri bisogni, desideri.
H)
Aderenza, contatto pieno e reale ai propri limiti per esplorare appieno le proprie potenzialità.
I)
Possibilità di benessere psico fisico.
L)
Presa di coscienza realistica nell'accettazione percettiva delle migliori risorse vitali.
M)
Aderenza alle necessità di se stessi con distinzione da ciò che gli altri pretendono o, costrizioni identificatorie.

Criticare gli altri, evidenzia, riflette spesso ciò che proviamo per noi stessi, mascherando le nostre paure di non essere all'altezza della situazione. La conseguenza di codesta modalità espressiva di giudizio è il rafforzamento del senso di inadeguatezza esistenziale a cui cerchiamo di sfuggire.  Tendiamo a negare e a proiettare su qualcun altro l'inaccettabile senso di vergogna. Questo comportamento diventa un circolo vizioso. Ogni volta che compiamo una scelta di comprensione su come comportarci rispettosamente con gli altri, accresciamo il rispetto per noi stessi, l'autostima e la consapevolezza in una causalità circolare.

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Mirco Chiodi
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